ADHD nei bambini e adolescenti

Il Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività (ADHD) si manifesta con difficoltà a mantenere l'attenzione, iperattività e impulsività, influenzando la quotidianità a casa e a scuola. Attraverso un approccio cognitivo-comportamentale e principi dell’Analisi del Comportamento (ABA), lavoro con bambini, adolescenti e famiglie per comprendere le difficoltà presenti e individuare strategie concrete da utilizzare nella quotidianità.

Domande frequenti sull'ADHD

Affrontare i dubbi legati all'attenzione, all'organizzazione e al comportamento è il primo passo verso un percorso sereno. Qui trovi risposte chiare alle domande più diffuse sull'ADHD e sulle modalità di intervento.

A chi si rivolge principalmente questo percorso?

Il percorso si rivolge principalmente a genitori di bambini e adolescenti con diagnosi di ADHD o che presentano significative difficoltà attentive, impulsività e difficoltà di autoregolazione. Il lavoro viene definito sulla base delle caratteristiche del bambino o del ragazzo e delle difficoltà osservate nei diversi contesti di vita.

Quali sono i segnali più comuni a casa e a scuola?

Tra le difficoltà che possono essere osservate ci sono fatica a mantenere l’attenzione, difficoltà a portare a termine compiti e routine, disorganizzazione, impulsività e difficoltà nella gestione della frustrazione. In alcuni bambini può essere presente anche una marcata irrequietezza motoria. A scuola possono emergere dimenticanze frequenti, difficoltà nell’organizzazione del lavoro e problematiche nelle relazioni con compagni o insegnanti.

Come si fa a capire se è ADHD o una fase di crescita?

È importante non basarsi su un singolo comportamento o su un periodo particolarmente difficile. Per comprendere la natura delle difficoltà è necessario considerare frequenza, intensità, durata e impatto dei comportamenti nei diversi contesti di vita, come famiglia, scuola e attività sociali.

In cosa consiste l'intervento pratico?

L’intervento può comprendere colloqui con il bambino o l’adolescente, parent training con i genitori e strategie pratiche per l’organizzazione della quotidianità, la gestione dell’impulsività, della frustrazione e il potenziamento dell’autoregolazione. Quando utile e previo consenso della famiglia, è possibile collaborare anche con la scuola.

Ti occupi anche della diagnosi formale di ADHD?

La diagnosi di ADHD richiede una valutazione clinica specialistica che consideri il funzionamento del bambino o del ragazzo nei diversi contesti e, quando necessario, coinvolga più figure professionali. Il mio lavoro può comprendere l’approfondimento delle difficoltà, il supporto alla famiglia e l’eventuale orientamento verso i professionisti o i servizi competenti per la valutazione diagnostica.

Cosa succede dopo il primo contatto?

Dopo il primo contatto viene fissato un colloquio iniziale, generalmente con i genitori, per ripercorrere la storia del ragazzo e comprendere i bisogni prioritari. Da lì definiamo insieme un piano di lavoro proporzionato ed efficace per supportare tutta la famiglia.

Un primo passo per comprendere le difficoltà

Se osservi difficoltà attentive, impulsività o problemi di autoregolazione in tuo figlio, un primo colloquio può aiutare a comprendere meglio la situazione e valutare quale tipo di supporto possa essere più indicato.